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SALVO TORRISI

Senatore della Repubblica 
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15/11/2017, 15:32



"Fratelli-d’Italia"-di-Mameli-è-ufficialmente-l’inno-nazionale


 La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha approvato, in sede deliberante, il provvedimento che lo istituzionalizza. L’inno fu scelto nel 1946 come provvisorio, ma da allora in poi nessuna legge lo aveva reso definitivo



Dopo 71 anni di provvisorietà l’Inno di Mameli, o meglio «Il canto degli Italiani», diventa ufficialmente l’Inno della Repubblica Italiana. Dopo svariati tentativi nelle precedenti legislature, il Senato ha approvato definitivamente la legge che rende ufficiale quell’inno che il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 adottò provvisoriamente.
«Precario» da sempre
«Su proposta del Ministro della Guerra - si legge nel verbale di quel lontano Consiglio dei ministri presieduto da Alcide De Gasperi - si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli». Nulla di più definitivo del provvisorio, come spesso accade in Italia, anche perché l’Inno di Mameli entra a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto alla nazionale Italiana di Calcio e ai successi che un tempo elargiva. Poi nella legislatura 2001-2005 ecco sia una proposta di legge ordinaria che una costituzionale, che però non vengono approvate. Lo stesso avvenne nelle due successive legislature (2006-2008 e 2008-2013). Curiosamente però una legge del 2012, nata per promuovere il senso di cittadinanza tra gli studenti, prevede che l’Inno di Mameli venga insegnato nelle scuole. Anche l’attuale legislatura sembrava destinata allo stesso esito e invece la Commissione Affari costituzionali della Camera in poche settimane ha approvato in sede deliberante la legge attesa da anni (di iniziativa di alcuni deputati del Pd), imitata dalla COmmissione Affari costituzionali del Senato, che in due settimane ha dato il sì defintivo.
«Abbiamo l’inno»
«Abbiamo l’Inno» ha commentato Salvatore Torrisi, presidente della Commissione. «La Repubblica - afferma la nuova legge - riconosce il testo del `Canto degli italiani´ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale». Ciò significa che tutte e sei le strofe del testo di Mameli costituiscono l’Inno e non solo le prime due, che tutti conoscono per motivi calcistici. E appare quasi una beffa del destino il fatto che i tifosi non possano cantare l’Inno ai mondiali di calcio per la prima volta dopo 60 anni, proprio dopo la storica approvazione della legge attesa da 71 anni. Comunque Mameli ha avuta vita difficile anche per la concorrenza di «Va pensiero» il coro dal Nabucco di Giuseppe Verdi, che in passato la Lega propose come Inno alternativo, anche perché esso non parla di Roma, come invece fa «Fratelli d’Italia». E proprio la Lega è stata assente sia al momento dell’approvazione della legge alla Camera che oggi al Senato, anche se Roberto Calderoli assicura che non sia una scelta politica, ma una semplice coincidenza di impegni dei senatori in più Commissioni.




http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_15/mameli-canto-italiani-inno-nazionale-ufficialmente-legge-a56cf860-ca22-11e7-8a54-e86623f761be.shtml
24/10/2017, 15:36



Il-senatore-Salvo-Torrisi-relatore-al-Senato-sulla-legge-elettorale


 



Già nei mesi scorsi il nome del senatore paternese Salvo Torrisi era già stato al centro di un complesso dibattito in seno alla maggioranza di Governo. 
La sua elezione a presidente della Commissione Affari Costituzionali aveva puntato i riflettori su quell’uomo che si definiva durante le intense ore di "tempesta politica" un "uomo delle istituzioni." 
Oggi, il senatore Torrisi è nuovamente protagonista della scena politica con il dibattito al Senato della legge elettorale. Dopo l’abbandono in commissione per protesta da parte del M5S, Mdp e Si, circostanza che ha fatto decadere gli emendamenti presentati dalla stessa compagine politica che ha abbandonato i lavori , ha votato all’unanimità dei presenti il mandato al relatore Salvatore Torrisi a riferire in aula sulla legge elettorale. 
Un passaggio molto delicato considerato che diverse sono le proposte di modifica, alcune suscettibili di voto segreto. 
La maggioranza di Governo corre ai ripari invocando il voto di fiducia, così da scongiurare il rischio di un ritorno alla Camera della legge elettorale.
Un clima molto teso che vedrà diversi rami dell’opposizione scendere in piazza per protesta.  
"Dopo la forzatura gravissima della fiducia sulla legge elettorale alla Camera, il Pd e il governo non pensino di mettere la fiducia anche al Senato. Sarebbe un atto arrogante e prepotente". Lo affermano i capigruppo di Sinistra Italiana Giulio Marcon e Loredana De Petris che annunciano la partecipazione dei gruppi parlamentari di Sinistra Italiana, oggi, alla manifestazione contro il Rosatellum, promossa dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, a partire dalle ore 16 nella piazza Corsia Agonale, di fronte a Palazzo Madama. 
"Il Senato - proseguono i capigruppo di Sinistra Italiana -, deve modificare e migliorare una legge elettorale altrimenti inaccettabile. Una legge che ci consegna un Parlamento fatto di nominati e che toglie ai cittadini la libera scelta di eleggere i propri rappresentanti. Un vero e proprio imbroglio".
Oltre 70 gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle che sul Rosatellum ha annunciato una vera e propria battaglia.  "Faremo di tutto per fermare la legge elettorale" ha detto il leader del M5s, Luigi Di Maio, a Palermo. "Con questa legge - ha aggiunto Di Maio -  è stata fatta una operazione che va contro le tutele costituzionali delle opposizioni, solo che gli altri dell’opposizione, come la Lega, stanno dentro all’accordo". "Sono tutti contro il M5s".



http://corrieretneo.it/2017/10/24/senatore-torrisi-relatore-rosatellum/
24/10/2017, 15:34



Rosatellum,-avanti-con-la-fiducia-al-Senato-


 Con la relazione di Salvatore Torrisi (Ap), presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato e relatore del Rosatellum, è iniziata in aula a Palazzo Madama la discussione generale sulla legge elettorale.



Roma, 24 ott. (askanews) - Con la relazione di Salvatore Torrisi (Ap), presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato e relatore del Rosatellum, è iniziata in aula a Palazzo Madama la discussione generale sulla legge elettorale."È stata mia cura - ha spiegato Torrisi - in qualità di presidente della Commissione garantire il rispetto delle prerogative dei gruppi di maggioranza e di opposizione di avere spazi adeguati a tutte le fasi della sede referente con particolare riguardo anche alla discussione generale senza trascurare gli approfondimenti attraverso le audizoni di esperti. Anche la fase dell’esame degli emendamenti si è svolta in tempi congrui".La legge elettorale arriva in aula al Senato tra le proteste della sinistra, di Mdp e del Movimento 5 Stelle che hanno scelto di abbandonare i lavori della commissione Affari Costituzionali."E’ impensabile affrontare venti/quaranta voti segreti", ha spiegato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti. La questione di fiducia sul Rosatellum "è già autorizzata - ha osservato - la decisione è solo politica". Alla Camera sono stati tre i voti di fiducia, a palazzo Madama potrebbero arrivare a sei, uno per ogni articolo del testo. A quel punto l’unico rischio da evitare è quello della mancanza del numero legale (la metà più uno degli aventi diritto al voto) che, con Fi e Lega (favorevoli al Rosatellum) fuori dal’aula, i partiti che si oppongono alla legge elettorale potrebbero provare a far saltare. Ma gli espedienti per evitare sorprese ci sono: dal soccorso dei 14 senatori di Ala, a un numero consistente di senatori in congedo (il regolamento ne consente fino a 32) o assenti per incarico avuto dal Senato o per la loro carica di ministro che non verrebbero computati per il numero legale.Si e Mdp ed esponenti dei 5 stelle si sono dati appuntamento in piazza di fronte a Palazzo Madama alle 16 alla manifestazione promossa dal "Coordinamento per la Democrazia Costituzionale", mentre mercoledì, il giorno dei voti di fiducia, ci sarà la manifestazione convocata da M5s dove è atteso anche Beppe Grillo.Non sono previste sorprese tanto che i 5 stelle già si appellano al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga con una "moral suasion" sulle forze politiche perché "i punti d’incostituzionalità" del Rosatellum bis "vengano rimossi dal testo". Altrimenti valuti "la possibilità di non firmare la legge e di rinviarla alle Camere", dicono i capigruppo M5s alla Camera e al Senato, Simone Valente e Giovanni Endrizzi, sul blog di Beppe Grillo.



http://www.altalex.com/documents/news/2017/10/24/rosatellum-avanti-con-la-fiducia-al-senato-tra-le-proteste


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