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SENATORETORRISISENATO
SALVO TORRISI

Senatore della Repubblica 
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11/02/2013, 17:45



Intervista-all’On.-Torrisi-pubblicata-nel-2012-sulla-Gazzetta-Rossazzurra


 On. Torrisi, in questi anni di attività parlamentare, da un osservatorio privilegiato qual è Roma, quale idea si è fatto della politica nazionale, regionale e locale?
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On. Torrisi, in questi anni di attività parlamentare, da un osservatorio privilegiato qual è Roma, quale idea si è fatto della politica nazionale, regionale e locale?
   L’esperienza parlamentare consente sicuramente una visione privilegiata, poiché si vivono direttamente gli eventi politici nazionali, e si fanno scelte che hanno le loro conseguenze nelle Regioni e nei Comuni. Il Parlamento ha un ruolo di grande importanza, poiché vi si mettono in atto iniziative politiche che determinano lo sviluppo del Paese, e che incidono anche sugli equilibri tra le diverse aree d’Italia. In tale contesto  è fondamentale e centrale saper rappresentare e rivendicare una maggiore attenzione sulle scelte politiche, a favore del rilancio e dello sviluppo della nostra Regione.
Quali sono, a suo avviso, e allo stato attuale, i risultati positivi e i fallimenti di questa XVI legislatura?
   Questa legislatura è stata caratterizzata dal fatto che, a livello planetario, si è presentata la più grave crisi economica del dopoguerra. Pertanto il Governo ha operato per tenere in ordine i conti dello Stato, e al riparo da speculazioni finanziarie. Sono state inoltre importanti le riforme sul lavoro, nella pubblica amministrazione e per l’antimafia. Ma, adesso, è urgente rafforzare il rilancio dell’economia nazionale e far fronte al problema della disoccupazione.
A tre anni dalla sua elezione, quali istanze del nostro territorio ha portato in Parlamento?
   Per quanto riguarda il nostro territorio mi sono occupato della modernizzazione della Strada provinciale 284 Paternò-Adrano, e in modo particolare sto seguendo la realizzazione della linea della Metropolitana Paternò-Catania. Mi sono attivato anche per la messa in sicurezza di edifici scolastici di Paternò, e per la realizzazione del Museo Etno-antropologo. Ma i miei sforzi adesso puntano alla valorizzazione delle risorse del Territorio, quali l’agricoltura, l’artigianato, l’Area per lo sviluppo industriale.
Ci dice qualcosa sul lavoro in Commissione Giustizia in Parlamento?
   Si tratta di un lavoro particolarmente delicato, che va svolto seguendo procedure rigorose. Qui sono impegnato nella Commissione Giustizia, e nella Commissione bicamerale per la Semplificazione legislativa e nella Commissione bicamerale per l’Antimafia. Sono anche relatore in diversi provvedimenti, in particolare per le leggi straordinarie per la lotta alla mafia, e quella sul condominio.
Lei è stato un protagonista della prima amministrazione Failla, in un periodo in cui Paternò si munì di importanti opere pubbliche. Cosa è rimasto di quegli anni di investimenti nel settore infrastrutturale? Quale eredità politica pensa di avere lasciato a Paternò?
   In quel quinquennio ricoprii gli incarichi di vicesindaco ed assessore ai Lavori pubblici. Il mio impegno si concentrò, soprattutto, nel dotare la città di Paternò di un ampio piano infrastrutturale per modernizzare la città, con la realizzazione di opere pubbliche di primaria importanza nel settore viario, della rete fognaria, dell’illuminazione ed anche nell’edilizia scolastica. Tra le più importanti voglio menzionare la realizzazione delle piazze-parcheggio ‘Caduti di Nassirya’, ‘Nino La Russa’, ‘Parcheggio di largo Assisi’, piazza ‘Carlo Alberto’, la sistemazione di piazza ‘Quattro canti’, il prolungamento di Corso Sicilia, il  raddoppio di Corso Del Popolo, la bretella per l’Asi, via Fonte del Lupo... Sul piano del recupero dei beni monumentali abbiamo ristrutturato i locali dell’ex Pretura e dell’ex Ospedale sulla Collina (che saranno sede della Galleria d’arte moderna e del Museo archeologico), l’ex Macello comunale (adesso Museo Etnoantropoligico), il Convento di S. Francesco sulla Collina, Villa Coniglio, la Fonte Maimonide: luoghi per accogliere e creare cultura, ma anche luoghi per l’aggregazione e lo sviluppo sociale. Non ultima la Piscina comunale, un’opera tanto attesa dai paternesi. E’ evidente che si tratta di interventi per cui sono stati spesi milioni di euro, un investimento a lungo termine per lo sviluppo della nostra città. Ed è chiaro, pertanto, che tali opere vanno valorizzate e rese fruibili pienamente, salvaguardate e mantenute in condizioni ottimali con una manutenzione ordinaria e costante.
Come giudica l’operato della seconda amministrazione Failla, alla luce delle critiche di immobilismo da parte di molti cittadini? Cosa è stato fatto bene, e cosa invece si poteva fare e non è stato fatto?
   La seconda fase di questa legislatura ha visto drastici tagli regionali e nazionali verso il nostro Comune, inoltre molte risorse economiche sono state assorbite dall’emergenza rifiuti. Adesso, a mio avviso, l’amministrazione comunale dovrebbe concentrarsi sul completamento delle opere pubbliche già avviate, e garantirne l’ordinaria manutenzione. Inoltre credo che, in questi ultimi anni, si è verificato come un cortocircuito tra amministrazione e cittadini, e ciò è dovuto ad una carenza di comunicazione.
Quali sono, a suo avviso, i problemi nevralgici che gravano su Paternò e su questo territorio in generale? E quale strada politica si dovrebbe imboccare per uscire dalla crisi che attanaglia le nostre comunità?
   Credo fortemente che bisogna ripartire dalla valorizzazione di ciò che il territorio offre. E mi riferisco alle risorse che possediamo. Viste le riforme economiche nazionali di impronta federalista, è chiaro che adesso bisogna concentrarsi sullo sviluppo locale puntando sulle nostre forze, poiché lo Stato non sarà più in grado di garantire quanto fatto in passato; mi riferisco all’assistenzialismo. Pertanto, per riuscire in questa delicata e storica fase di transizione, è fondamentale rivolgere i nostri sforzi alla crescita dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’area per lo sviluppo industriale. Sono questi i tre settori vitali su cui si giocherà il nostro sviluppo economico.
Pensa, per il futuro, di riprendere in qualche modo, e in prima persona, l’attività politica a Paternò?
   Faccio il parlamentare, ma la mia base politica principale è Paternò. Qui, insieme alla classe politica di centrodestra, ci presentiamo agli elettori con un chiaro programma che individua obiettivi e strategie per una nuova fase politica in città. Penso che non basta parlare in astratto, poiché i cittadini chiedono sempre più, e giustamente, atti concreti. E, in vista della prossima campagna elettorale, auspico un vivo e costruttivo dibattito politico. In tale contesto, coloro che ricoprono un qualche ruolo, devono favorire l’innesto anche di nuovi soggetti idonei.
I suoi programmi politici per il futuro?
   Credo che chi è impegnato in politica deve avere, e mantenere, come punto di riferimento la comunità che rappresenta. Il mio impegno sarà sempre quello di far crescere Paternò e il suo territorio. Ovviamente da soli non si possono risolvere le tante questioni di questo articolato periodo storico. E’ pertanto necessario che si inneschi, nei cittadini e negli amministratori, un circolo virtuoso volto al dialogo e al confronto costruttivo, per realizzare insieme una nuova stagione di sviluppo e benessere collettivo.
Paternò, come tendenzialmente accade in altre città, mostra una forma di disagio giovanile. Qual è la sua impressione?
   Purtroppo i fatti confermano tale disagio tra i giovani, e mi riferisco ad eventi criminosi, compresi gli atti vandalici, che non vanno sottovalutati e che dovrebbero essere prevenuti. Ma, si tratta tuttavia di un fenomeno marginale, poiché la maggioranza dei nostri giovani sono persone intende a crescere con sani valori e con una volontà di esprimersi positivamente a livello sociale. Tuttavia bisogna fare in modo che laddove esiste il disagio giovanile, esso vada monitorato ma anche risolto, poiché il disagio sociale o i gesti incivili o criminosi di pochi danneggiano la qualità della vita dell’intera collettività. Un altro problema giovanile riguarda la “fuga” dalla nostra città. A ben guardare, alla base di entrambi i problemi sta quasi sempre una grave carenza di lavoro e formazione. Su questi aspetti cruciali anche la classe politica deve interrogarsi, e riuscire a fornire valide risposte.


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