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SALVO TORRISI

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20/07/2015, 20:28



Chiusura-punto-nascite-al-SS.Salvatore


 



http://www.lindipendentenews.it/chiusura-punto-nascite-al-ss-salvatore-le-parole-del-senatore-salvo-torrisi/



Nel silenzio dei principali attori della politica cittadina si inserisce il comunicato stampa del senatore del Nuovo Centrodestra Salvo Torrisi, come l’unica dichiarazione al momento presentata tra gli attori politici paternesi. Torrisi è stato nei mesi scorsi in prima linea insieme ai membri del comitato "Per l’ospedale di Paternò", alle associazioni cittadine, all’amministrazione comunale , nella battaglia per il manenimento ed il potenziamento dell’ospedale SS. Salvatore di Paternò. Nei mesi scorsi lo stesso Torrisi presentò una interrogazione al Ministro della Salute sulla situazione del nosocomio paternese. "Si è appreso - si legge nella nota - che l’assessore per la Salute della Regione, Lucia Borsellino, ha dato il via ai provvedimenti attuativi della rete ospedaliera sui Punti Nascita. Tra questi provvedimenti l’assessore ha dato disposizioni, attraverso i dirigenti generali dei due dipartimenti, alle Aziende sanitarie sedi di punti nascita per i quali è prevista la dismissione nella nuova rete ospedaliera, di avviare gli ulteriori procedimenti di chiusura. Tra essi rientra il Punto Nascite di Paternò. Si tratta di una notizia che ci contraria enormemente, poiché da tempo ripetiamo che si tratta di una scelta sbagliata. Abbiamo detto più volte, con carte alla mano, che il dato statistico del Reparto del Punto Nascite su Paternò nasconde una realtà ben diversa da quella presentata ufficialmente per la sua chiusura. Infatti, con una utenza di circa 900 parti nel distretto Paternò-Ragalna-Belpasso e solo il 40% dei parti a Paternò, è fin troppo chiaro che si è creato un indebolimento del servizio, della rete organizzativa, dell’efficienza e delle prestazioni ai danni dell’utenza, la cui responsabilità - a questo punto - è da addebitare non solo all’Azienda sanitaria provinciale, ma allo stesso assessore regionale Borsellino, il quale non ha saputo gestire la problematica nella giusta direzione." ECCO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DEL SENATORE TORRISI AL MINISTRO DELLA SALUTETorrisiAl Ministro della Salute. - Per sapere - premesso che: - In Sicilia è in corso di approvazione il riordino e la riorganizzazione della rete sanitaria e ospedaliera. Da parte dell’Asp di Catania, verso l’Ospedale "SS. Salvatore" di Paternò vi è - a nostro avviso - un’azione intenzionalmente penalizzante per ridimensionarlo. Difatti si continua a perseguire una impostazione programmatica sanitaria sbagliata nei contenuti, e quindi dannosa per la collettività. L’argomento, riguarda i 50 mila cittadini di Paternò, nonché i 150 mila del bacino di utenza. La programmazione sanitaria regionale della Sicilia è sbagliata alla base e su diversi punti, in quanto non adeguata ai veri bisogni del territorio di cui scrivo. Innanzitutto - a riprova di quanto affermo - vi è la mancata esecuzione dei lavori di ristrutturazione dello stesso Ospedale, malgrado siano trascorsi già otto anni da quando fu previsto il finanziamento di 10 milioni di euro: si tratta di un dato fortemente indicativo delle mire di chi intende penalizzare Paternò. Questo ritardo è causato dalla cattiva gestione dell’Azienda, dove i dirigenti affermano paradossalmente che "poiché questi lavori di ristrutturazione non sono stati fatti, sarebbe opportuno ridimensionare l’Ospedale". Su questo argomento informo qui, per completezza, che - per iniziativa del ’Comitato civico a difesa dell’Ospedale’ - sono in corso indagini da parte della magistratura per accertare eventuali responsabilità e illeciti anche di rilevanza penale. Ma - continuo - la strategia pianificata contro l’Ospedale di Paternò è stata fatta su più piani, ovvero sui servizi offerti dalla struttura. In primis quello suddetto del Punto nascite, dove i dati statistici forniti nascondono una realtà ben diversa; a riguardo, la Programmazione di riordino delle strutture sanitarie dell’Isola prevede la riorganizzazione della rete dei Punti nascita predisposti dai direttori generali delle aziende; si tratta, in sintesi, della chiusura di parte di questi Punti nascita negli ospedali.   Secondo tale Programmazione la chiusura dovrebbe riguardare i reparti che registrano meno di 500 parti annui, con la previsione di uno standard di 1000 parti verso cui si dovrà tendere nell’arco di un triennio, sulla base dei criteri e delle indicazioni contenuti nell’accordo raggiunto già nel 2010 in Conferenza Stato-Regioni. Nell’elenco dei Punti nascita da chiudere è incluso anche il reparto di Ostetricia dell’Ospedale civico "SS. Salvatore" di Paternò di cui scrivo, poiché, per poche unità, non si raggiungono i 500 parti annui richiesti dal suddetto Decreto regionale. In realtà il distretto sanitario che comprende i Comuni di Paternò, Belpasso e Ragalna, ha una utenza potenziale di circa 850 parti annui. Si è determinato l’indebolimento della struttura sanitaria paternese (l’unica presente nel territorio dei suddetti tre Comuni), della sua organizzazione, dell’efficienza e delle prestazioni, col triste risultato di causare una riduzione delle nascite al 40% del potenziale. E’ opportuno sottolineare che in questo settore la competenza di gestione e organizzazione spetta ovviamente all’Azienda sanitaria, la quale avrebbe dovuto, e dovrebbe, interrogarsi sulle cause di questa forte riduzione di parti nella struttura ospedaliera di Paternò, ed agire di conseguenza per eliminare le cause che hanno provocato la perdita di utenti. Ma, per risolvere questo problema, la Direzione aziendale sanitaria finora non ha mai attivato, e inspiegabilmente, alcun piano strategico che realizzasse la collaborazione sanitaria tra la Divisione ospedaliera e la Medicina del territorio, coinvolgendo innanzitutto i consultori specialistico-ambulatoriali.     La preannunciata eliminazione di questo "storico" e importante reparto, fin dall’inizio, è stata accolta dai cittadini di Paternò in maniera traumatica, ciò per ragioni d’ordine socio-culturale, e quindi di identità, da parte di una collettività da sempre produttiva e prospera nel contesto regionale: Paternò, infatti, coi suoi 50.000 abitanti e un trend demografico in crescita, costituisce uno dei più grossi centri della Sicilia.   Alle ragioni d’ordine sociale e culturale vanno aggiunti elementi sulla sicurezza sanitaria. Infatti, il Piano regionale rischia di applicare un criterio generico e generalizzante, dove vengono confusi e sovrapposti i numeri alla qualità e alla garanzia per la salute; ebbene, il reparto di Ostetricia di Paternò, per quanto riguarda tale sicurezza, è inserito in una struttura ospedaliera ottimale. Ciò diversamente da Comuni siciliani che hanno una popolazione ben inferiore a quella paternese, e con ospedali meno attrezzati i cui Punti nascita sono stati salvaguardati dallo stesso Decreto. Inoltre, altri Punti nascita del territorio regionale, pur non raggiungendo il numero standard dei 500 parti annui, saranno tuttavia "risparmiati" e mantenuti. Ma costituisce un importante errore tagliare basandosi solo sul numero dei parti attuali, dato che il criterio di scelta della chiusura non può fermarsi ad un mero criterio numerico. Su questo stesso dato è bene fare ancora più chiarezza, difatti un grosso centro qual è Paternò non supera la soglia dei 500 parti annui poiché una buona quota di essi avviene in strutture private. Sarebbe quindi più ragionevole puntare una maggiore attenzione sul Reparto di Ostetricia dell’Ospedale paternese. Esso è stato invece depotenziato nell’organico da parte dell’Asp di Catania (snaturando quella che doveva essere la giusta programmazione del Distretto sanitario) senza sensibilizzare le gestanti a scegliere la struttura civica della città, che troppo spesso si rivolgono (magari indirizzate da ginecologi, anche della struttura pubblica, compiacenti) a strutture non pubbliche dello stesso capoluogo, dove mancano però gli standard di sicurezza dei nosocomi pubblici.   Gli altri punti (anch’essi importanti) da attenzionare riguardano il Centro trasfusionale e il Laboratorio analisi, i quali sono stati il fiore all’occhiello dell’Ospedale di Paternò. Ebbene, nella Programmazione di riordino della rete ospedaliera regionale, esso viene addirittura ridimensionato e degradato, facendolo passare da struttura complessa a struttura semplice. Un’ultima questione, anch’essa di rilievo, riguarda la scelta di non realizzare a Paternò il Reparto di rianimazione; qui siamo con evidenza di fronte alla illogicità del riordino che si sta cercando di attuare, dato che è quanto meno contraddittorio e paradossale realizzare la rianimazione distante da Paternò, dove sussistono i reparti di Chirugia, Ginecologia, Ortopedia e Risonanza Magnetica. Ed ecco che si è chiaramente delineata   - dinanzi agli osservatori più attenti e nei confronti dei cittadini - un’unica e perversa strategia complessiva finalizzata esclusivamente al ridimensionamento del presidio ospedaliero di Paternò, e quindi al danneggiamento di un’intera città e al diniego del diritto alla salute.Quindi, per quanto finora detto, vista la complessiva irrazionalità della proposta di Programmazione regionale siciliana che stiamo segnalando, chiedo al Sig. Ministro interrogato una celere risposta al problema qui presentato e sottoposto alla Sua attenzione. Ovvero quali iniziative intende adottare per la risoluzione della paradossale e urgente situazione dell’Ospedale civico "SS. Salvatore"di Paternò, poiché un atteggiamento negligente in tale fase rischia di creare problemi di ordine sociale e sanitario, logistico e perfino culturale-identitario per gli abitanti del territorio.Sen. Avv. Salvatore Torrisi


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